Da vedere

Curiosità storiche

 

L’Altopiano delle Comunità Cimbre o di Folgaria, Lavarone e Luserna, è in grado oggi di presentare una notevole offerta ai turisti. Il suo territorio varia dai 1000 ai 2000 metri di altitudine e permette a tutti gli appassionati di montagna di godere di vere e proprie bellezze grazie anche alla presenza di diversi biotopi. I piccoli paesi sparsi qua e là conservano ancora tradizioni molto antiche tanto che tutta la cultura è ancora permeata dagli elementi cimbri di origine germanica-medievale (se non addirittura derivante dalla popolazione nordica sconfitta dai Romani nel II secolo a.C.).
In questo altopiano è quindi possibile scoprire un piccolo mondo che aveva affascinato anche Sigmund Freud, lo psicologo viennese che a fine XIX secolo adorava trascorrere le sue vacanze nei pressi del Lago di Lavarone. Ma oggi, assieme alla natura, è possibile andare alla ricerca delle numerose tracce che il primo conflitto mondiale ha lasciato su questa terra. In particolare, l’Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, era noto per la presenza di diversi forti austro-ungarici, alcuni dei quali di notevoli dimensioni.
I sette forti sono ancora oggi tutti raggiungibili facilmente sia con delle passeggiate in mezzo alla natura alpina sia ad un percorso in mountain bike che ricalca in parte quella che fu la linea del fronte prima della Strafexpedition. Alcuni forti sono ancora in fase di ristrutturazione e riconversione, mentre altri sono perfettamente visitabili.
In particolare, il Forte-Museo Belvedere rappresenta una vera e propria eccellenza storico culturale grazie all’allestimento, all’interno della fortificazione, di un museo multimediale sulla Grande Guerra.

 

 

DA VISITARE ASSOLUTAMENTE

Centro Documentazione di Luserna

Il Centro Documentazione di Luserna (Dokumentationszentrum Lusern) si trova al centro dell’omonima cittadina dell’altopiano trentino, a metà strada tra la zona di Folgaria e quella di Asiago. L’amministrazione Comunale lo inaugurò nel 1996 per raccogliere le testimonianze storiche di questo territorio ponendo particolare attenzione al tragico periodo della Grande Guerra. Luserna infatti si trovò coinvolta in prima linea nei combattimenti e nei frequenti bombardamenti dell’estate 1915 e precedenti alla Strafexpedition, scatenati dai forti austro-ungarici e dai forti italiani.
Il Centro Documentazione si è dotato sin dall’inizio di una sala che espone il materiale raccolto o donato da privati o altri enti in questi anni. Oltre alle teche e agli espositori, gli organizzatori hanno voluto allestire un vero e proprio spazio dedicato ai combattenti cercando di ricreare l’atmosfera del periodo bellico. Al centro della stanza è stata quindi ricostruita una postazione d’alta montagna mentre sulle pareti le immagini permettono al visitatore di vedere quali fossero le reali situazioni affrontate dai soldati in questa zona.
Nel 2010 è stata aperta una seconda sala, battezzata “Centro visitatori Fortezze degli Altipiani”, dove vengono illustrati i sistemi dei forti austro-ungarici e italiani attraverso foto, pannelli esplicativi e filmati.
Il Centro Documentazione inoltre è solito promuovere ed organizzare esposizioni temporanee su un tema particolare della Grande Guerra.

 

Museo Forte Belvedere Gschwent

Originariamente, il Forte Belvedere-Gschwent venne costruito tra il 1908 ed il 1912 su progetto del tenente ingegnere Rudolf Schneider che lo posizionò su una cima a strapiombo sulla Val d’Astico, la linea del confine pre-bellico. Grazie alla sua posizione a 1177 metri s.l.m. godeva di una buona visuale verso le posizioni italiane in direzione sud e, a differenza degli altri forti austro-ungarici vicini, non subì bombardamenti continui e distruttivi. Inoltre, anziché essere smantellato per ricavarne il ferro durante il periodo fascista, Vittorio Emanuele III ne ordinò la salvaguardia.
Grazie a queste fortunose coincidenze ed ai restauri successivi, oggi è possibile vederlo praticamente come lo vedevano i soldati austro-ungarici un secolo fa.
Era composto da diverse strutture militari che andavano ad ancorarsi direttamente nella roccia della montagna. L’entrata era posta nell’edificio di tre piani delle casematte: quello inferiore era destinato a tutti quei servizi logistici per l’autonomia del forte (dalla stanza per la fornitura di energia elettrica fino al “deposito bare”) mentre quelli superiori ospitavano gli alloggi e le infermerie.
Tutto questo oggi è visitabile grazie al lavoro di restauro degli ultimi anni. Nella casamatta iniziale inoltre, è visitabile il bel museo allestito su tutti e tre i piani e che forniscono una visione d’insieme della Grande Guerra facendo interagire la storia locale, generale e sociale: dalla storia delle fortificazioni si passa alla storia di questo forte e della guerra sugli altipiani (con una sezione tutta rivolta alla Guerra Bianca) fino ad arrivare alla storia della Grande Guerra in Italia ed in Europa. Le recenti tecnologie multimediali inoltre hanno reso ancora più coinvolgente questa visita grazie alle installazioni di un plastico animato, filmati, riproduzione di suoni e luci della guerra.
Infine è possibile concludere la visita osservando la parte esterna del Forte Belvedere-Gschwent salendo sul tetto. Anche qui, l’ottimo lavoro di ripristino ha portato i curatori a riproporre la copertura originale, formata da un manto d’erba che copriva le coperture di zinco. Si possono vedere le tre cupole degli obici (oggi riprodotte in cemento) nonché la meravigliosa vista verso la valle sottostante ed i paesi dell’altopiano.

 

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