C’è sempre una storia da scoprire

Vi raccontiamo quella della nostra famiglia

Si dice che l’ospitalità non si impara, ma nasce nel cuore. Nella nostra famiglia ogni generazione ha messo entusiasmo e passione, curando nel dettaglio l’hotel, dalla cucina alle camere, dall’accoglienza alle attività. Gli angoli raccontano la storia, i sorrisi accolgono chi arriva con il calore di casa. Vieni a vivere la montagna da noi e scoprirai il significato di abitarla.

1946

Pierin Piazzi, nonno di Valerio, prese in gestione un semplice rifugio costruito dal Comune di Tesero con l’obiettivo di offrire ristoro ai boscaioli e ai contadini che salivano all’Alpe di Pampeago durante la fienagione estiva. Dopo circa vent’anni, furono i figli a proseguire l’attività del padre, continuando ad accogliere gli ospiti con piatti genuini come polenta fatta in casa, funghi appena raccolti e formaggi locali, offrendo un momento di ristoro e convivialità.

1960 

Con l’avvento del turismo, anche l’Alpe di Pampeago inizia a essere frequentata da visitatori sempre più numerosi, che si ritrovano a mangiare fianco a fianco con i lavoratori locali. In questo incontro tra mondi diversi prende forma un nuovo modo di vivere la montagna: dando origine a una prima forma di ospitalità alpina più aperta e condivisa.

1967

Con l’avvio dei lavori per la costruzione degli impianti sciistici, il rifugio viene ceduto dal Comune a una nuova società. Luigino e Giuseppina sono costretti a lasciare l’alpe e tornare in paese. Ma il destino li riporta presto tra le montagne: due anni dopo riescono a tornare al rifugio, insieme al piccolo Valerio. Iniziò così una nuova storia, fatta di trasformazioni e sogni: da semplice punto di ristoro immerso nella natura a ristorante e poi albergo.

1990 - oggi 

Con impegno e costanza, quei pochi metri quadri di locanda si sono trasformati in un accogliente albergo di quaranta camere dotate di tutti i comfort. Al fianco di Valerio, oggi, ci sono la moglie Ilaria e le loro tre figle: insieme scrivono una storia che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.